0 In Mondo/ Viaggi

Cosa vedere nello stato di Oaxaca, Messico

18 Dicembre 2019

Mivado in Messico!

Scordatevi Cancun, Chichén Itza e Palenque. Dato che i miei compagni di viaggio (i miei genitori) hanno visitato quella parte del Paese negli anni 90, durante il nostro viaggio nel 2015 abbiamo scelto un itinerario alternativo per il nostro on the road in Messico. Ecco le tappe principali del nostro viaggio nello stato di Oaxaca.

Cosa fare e dove soggiornare a Puerto Escondido
Divenuta popolare tra gli italiani per l’omonimo film di Gabriele Salvatores, Puerto Escondido è una piccola città costiera nello stretto di Oaxaca. Famosa per le competizioni di surf che si tengono ogni anno a Playa Zicatela, è un’ottima scelta anche per chi si avvicina a questo sport per la prima volta, come la sottoscritta. Le spiagge di Puerto Escondido sono Playa Zicatela, Playa Principal, Playa Marinero, Playa Bacocho e Playa Carrizalillo, dove ho preso le mie prime lezioni di surf.

Oltre al surf e alle classiche attività di mare, a Puerto Escondido è possibile fare gite in barca per vedere delfini e tartarughe. Inoltre, a circa 10km da questa città si trova la Laguna de Manialtepec, una laguna abitata da numerosi animali selvatici, ma conosciuta soprattutto per la “luminescenza”. Circa 4 volte all’anno, infatti, la laguna diventa fluorescente grazie ad un’alga la cui luce viene attivata dal movimento dell’acqua. Vi consiglio di non perdervi questo spettacolo, nuotare nell’acqua fluorescente è un’esperienza indimenticabile! Se amate la vita notturna, a Puerto Escondido troverete tanti locali per bere e per ballare la salsa.

A Puerto Escondido abbiamo soggiornato a Casa Losodeli, un ostello con piscina e amache che offre sia camerate che stanze per famiglie. L’ostello si trova a 10 minuti a piedi da Playa Carrizalillo e a 10 minuti di auto da Playa Zicatela. Si trova anche vicino all’Oasis Surf & Language School, la scuola alla quale mi sono affidata per le lezioni di surf.

Cosa fare a Mazunte
Mazunte è un piccolo paesino che si affaccia sull’Oceano Pacifico. Il mood di questo paesino è un po’ hippie e infatti potrete trovare diversi rastafariani, insegnanti di yoga poco convenzionali, e persone piene di tatuaggi. Le attività principali che si possono fare qui sono rilassarsi in spiaggia, nuotare, fare passeggiate e visitare il Centro Mexicano de la Tortuga, uno dei luoghi più importanti per la conservazione e la riproduzione delle tartarughe.

Cosa vedere e cosa fare a Oaxaca
La capitale dello stato di Oaxaca è un tripudio di colori, a partire dai suoi mercati: il mercato Benito Juarez e il mercato 20 de Noviembre. Qui si può scoprire l’artigianato locale e assaggiare qualche specialità culinaria. Io e i miei genitori abbiamo assaggiato le chapulines, ovvero le cavallette condite con lime, sale e peperoncino. El Zocalo, la piazza principale, è il cuore pulsante della città. Qui si può ammirare il Tempio di Santo Domingo, una bellissima chiesa barocca.

A Oaxaca abbiamo soggiornato all’Hostel Don Nino, un carinissimo ostello nel centro della città. Come la maggior parte delle strutture in Messico, anche L’Hostel Don Nino è fornito di wi-fi gratuito.

Hierve el Agua
Nei dintorni di Oaxaca non perdetevi Hierve el Agua, una località famosa per le sue piscinette naturali dove l’acqua ricca di minerali ha creato delle formazioni calcaree davvero particolari. Se decidete di andarci, non dimenticate il costume da bagno! Sulla strada per tornare in città, invece, potete fermarvi a Santa Maria del Tule per ammirare l’albero più grande del mondo.

Monte Albán
Se siete amanti delle civiltà precolombiane, non perdetevi il sito archeologico di Monte Albán. Qui, a quasi 2.000 metri di altitudine, si possono ammirare i resti di un’antica città zapoteca che si è mantenuta molto bene nel corso degli anni. Oltre alle piramidi, nel museo del sito potete scoprire numerosi reperti ritrovati durante gli scavi.

I Pueblos Mancomunados
La mia tappa preferita, quella che mi ha dato più di tutte. I Pueblos Mancomunados sono 8 villaggi (Amatlán, Benito Juárez, Cuajimoloyas, La Nevería, Lachatao, Latuvi, Llano Grande e Yavesía) accomunati da un bellissimo progetto basato sull’ecoturismo e sulla sostenibilità. Per secoli, questi villaggi sono sopravvissuti utilizzando solo le risorse naturali del territorio in cui si trovano e utilizzando il metodo del baratto per redistribuirsi i profitti. Negli ultimi anni, per far fronte alle difficoltà economiche, hanno aperto i battenti ai turisti che vogliono scoprire la natura e la cultura zopoteca.

Noi abbiamo soggiornato una notte a Benito Juárez e abbiamo conosciuto delle persone fantastiche, dalla nostra guida che ci ha accompagnati durante la gita in mountain bike e ci ha spiegato come lanciarci con la zip-line in totale sicurezza, ai cuochi del comedor che ci hanno preparato dei pasti casalinghi deliziosi e ci hanno spiegato il funzionamento della comunità. Il bello di questo posto, infatti, è che i soldi che abbiamo speso per vitto, alloggio, noleggio delle bici e dell’attrezzatura per il lancio con la zip-line sono finiti tutti nella cassa comune del villaggio e verranno spesi in opere pubbliche come il restauro della scuola elementare e il mantenimento delle strade. Sia le guide che i cuochi, infatti, sono abitanti del villaggio che per un anno hanno lasciato il proprio lavoro per servire la comunità e che per questo non ricevono alcun compenso. A rotazione, tutti gli abitanti sono tenuti a svolgere questo servizio per un anno ed è così che il progetto viene portato avanti.

Se siete in cerca di una meta poco comune, ricca di storia, folklore e tradizioni, fate anche voi un salto in Messico nello stato di Oaxaca.

Mi vado e tu?

Commenti Facebook

Potrebbe interessarti anche

Nessun Commento

Lascia un Commento